Robotica e disabilità. L’inclusione è un diritto di tutti.

Impegnarsi per favorire l’inclusione sociale e scolastica significa fare qualcosa di concreto affinché vengano garantite a tutte le persone gli stessi diritti. Inclusione significa letteralmente l’atto di includere un elemento all’interno di un gruppo o di un insieme, appartenere a qualcosa e sentirsi accolti.

È per raggiungere questo macro obiettivo che negli ultimi anni La forma del cuore stà sperimentando sempre piu’ l’utilizzo di Thymio nei diversi contesti educativi, attraverso laboratori di robotica educativa capaci di coinvolgere tutti e pensati per le esigenze specifiche di ciascuno.

Lo svantaggio non è essere dislessico, o non essere madrelingua, o avere la sindrome di Down, ma vivere in un ambiente in cui è costantemente necessario conformarsi e modificare il proprio senso di identità per sentirsi adeguati e pienamente accettati.

Modificare il contesto, eliminare le barriere all’apprendimento e alla partecipazione, significa accogliere la diversità come valore educativo.

I laboratori di robotica educativa ci consentono di progettare più facilmente ambienti di apprendimento in cui ciascuno possa partecipare nella unicità dei propri bisogni formativi e delle proprie passioni.

Il robot Thymio, pronto all’uso e con i suoi comportamenti pre-programmati, e’ risultato efficace nelle classi in cui abbiamo progettato interventi per coinvolgere ogni ragazza e ragazzo. La sua caratteristica robustezza e la sua neutralità estetica hanno favorito la sperimentazione anche in quei particolari contesti in cui abbiamo incontrato l’esigenza di cercare di coinvolgere qualche allievo con disabilità  di tipo fisico o cognitivo.

Il linguaggio di programmazione ad icone VPL si e’ dimostrato valido e sufficientemente semplice per essere utilizzato come mezzo per comunicare con chiunque. Un linguaggio sufficientemente semplice può infatti essere compreso ed utilizzato anche da bambini molto piccoli che non sanno ancora leggere e scrivere o che hanno problemi di apprendimento, ma anche da adulti affetti da diverse forme di disabilità cognitiva o che non riescono a comunicare con il linguaggio vocale.

A tal proposito, negli ultimi mesi stiamo sperimentando l’impiego di PECS, utilizzando SIMCAA e ARAWORD per comunicare utilizzando la Comunicazione Aumenta Alternativa (CAA).Grazie a questo strumento siamo infatti riusciti ad entrare in contatto con alunni autistici o con difficolta’ di comunicazione e stranieri che non hanno alcuna lingua in comune con l’insegnante e l’educatore.

È ormai provato che il linguaggio iconico aiuta a dare indicazioni più precise e comprensibili da tutti e a scoprire nuovi linguaggi fornendo un ponte comunicativo verso la programmazione VPL e l’utilizzo dei robot.

Spesso i ragazzi autistici non hanno alcun problema con la programmazione ma non e’ assolutamente semplice entrare in contatto con loro e comunicare eventuali consegne o fornire indicazioni per farli partecipare al laboratorio di robotica educativa. Grazie alla ricerca e alla sperimentazione che degli ultimi anni abbiamo portato avanti nelle scuole di ogni ordine e grado e nei Centri per disabili adulti, oggi siamo in grado di creare laboratori dove le abilità e gli interessi possano esprimersi liberamente, dando modo a tutti di cimentarsi con compiti maggiormente impegnativi come la programmazione o la realizzazione di strutture complesse da muovere utilizzando i motori e i sensori dei robot, assegnando compiti nella creazione di scenari e utilizzando le tecniche di narrazione di storie (storytelling) che assegnino a ciascuno un compito e lasciando al robot Thymio o il ruolo di “eroe” che percorre lo scenario narrato o utilizzandolo come blocco attivo e reattivo per l’animazione di ambienti creati nel laboratorio.

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